
di Paolo Gianlorenzo
Il Giudice Salvatore Fanti ha giudicato sugli arresti di Parroccini e Aloisio quando non poteva farlo. Ecco le prove.
L’appello del Capo dello Stato sulla Giustizia mai come in questo caso calza a pennello per quanto accaduto a Viterbo. Il giudice per le indagini preliminari Salvatore Fanti invece di astenersi sul giudizio di Aloisio e Parroccini nel procedimento relativo alla Sanitopoli viterbese ha liquidato la richiesta dei sostituti procuratori Tucci e D’Arma con una pagina e mezza. Quelle paginette sono state un insulto alla Giustizia non nel merito (anche se discutibile) ma perché i signori che ha salvato dalle patrie galere hanno fatto assumere sua figlia a tempo indeterminato con una operazione amministrativa che ha dello scandaloso. Il presidente del Tribunale Pacioni deve intervenire.
A Pagina 3 Dell'Edizione Del 21 Febbraio 2012 Dell'Opinione l'Articolo Completo.
Anteprima Prima Pagina di Martedì 21 Febbraio 2012

Altri 15 avvisi di chiusura delle indagini sono stati notificati ieri nell’ambito della maxi inchiesta sulla Als di Viterbo, tutti collegati al filone relativo alle forniture informatiche e ai servizi telefonici. I reati ipotizzati nei loro confronti sono corruzione aggravata, concussione, turbativa d’asta, falso ideologico, falso in atto pubblico.
I destinatari sono: Giuseppe Aloisio, all’epoca dei fatti direttore generale della Asl; Ferdinando Selvaggini, ex direttore del centro elaborazione dati dell’azienda sanitaria; Massimo Ceccarelli, dapprima referente della Telecom e poi delegato della società Telbios Spa, subappaltatrice della stessa Telecom per i lavori di manutenzione e di cablaggio della rete informatica e di telefonia presso la Asl di Viterbo. Ceccarelli è indicato dagli inquirenti anche come “collettore delle tangenti” che venivano intascate da Selvaggini per essere poi girate in gran parte ad altri.
E ancora: Ivano Paggi, legale rappresentante della Elecom coop Srl, della Panoiva Srl e della Eleco System; Luca Antonini, direttore tecnico della Panoiva o della Elecom; Massimiliano Colli, referente commerciale della Elecom per la zona di Viterbo; Michele Di Mario, rappresentante della società Lte; Alfredo Moscaroli, presidente del consiglio d’amministrazione della Isa Spa e “dominus” della gestione dei rapporti della medesima con la Asl di Viterbo; Tommaso Rossi, rappresentante legale della Italbyte Srl.
Indagate anche 6 società: Panoiva Srl, Elecom coop, Telbios Spa, Lte Srl, Isa Spa, Italbyte Srl.
Nel giro di tangenti sono coinvolti anche altri personaggi romani, smascherati dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo, per i quali procede il tribunale di Roma: Luciano Mignacchi, ex direttore generale della Asl RmH; Patrizia Sanna, responsabile dei servizi informatici della Asl di Rieti fino al 2004 e poi della Asl RmH.
Secondo la procura della Repubblica di Viterbo, tra il 2006 e il 2009, nella Asl di Viterbo ci sarebbe stato un giro di 150mila euro di tangenti. Le mazzette sarebbero servite ad ottenere appalti relativi la gestione informatizzata, per un valore di 550mila euro l’anno.
I 15 avvisi di conclusioni delle indagini si sommano a quelli notificati alcuni giorni fa ad altri 24 indagati, 19 persone fisiche e 5 società, nell’ambito di un altro e più corposo filone della maxi inchiesta sulla Asl di Viterbo durante la gestione Aloisio.



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