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Il titolare del furgone fermato non era il pirata della strada che ha investito ed ucciso Massimo Faccenda

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Erano all'incirca le 12 di ieri quando i carabinieri di Viterbo hanno accompagnato un uomo dal sostituto procuratore Paola Conti. L'uomo era sospettato di essere il pirata della strada che avrebbe travolto ed ucciso il ciclista Massimo Faccenda.

Secondo alcuni testimoni un furgone di colore grigio era stato visto sul luogo dell'incidente.

Grazie a queste segnalazioni i carabinieri erano riusciti a risalire al proprietario e a bloccarlo in un autogrill sulla superstrada Terni-Civitavecchia.

Mentre l'uomo veniva portato in Procura un perito esaminava il furgone.

Dalle due ore di interrogatorio è emerso che per una serie di circostanze quel furgone era passato intorno alle 14 e 20 su quel tratto di strada ma che era del tutto estraneo al sinistro così come confermato dal perito stesso.

Intanto dall'esame fatto sul corpo del Faccenda è emerso che a causare il decesso sia stato il forte trauma provocato dall'impatto con il guard-rail.

Le indagini proseguono ma le poche tracce rinvenute e la mancanza di testimonianze attendibili rendono le ricerche molto difficili.




Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Ottobre 2011 11:42 )  

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