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Haiti: Roberto Dormino, una vita al servizio degli Altri

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“Guarda, voglio dirtelo io. Prima che lo scopri dalla televisione. È stata una cosa tremenda. Ci sono solo polvere, dolore e lamenti. Ho sentito come un tuono e ho pensato che stesse per piovere. Poi è arrivato quel terremoto sconvolgente”. Sono queste le parole che Roberto Dormino ha detto alla moglie immediatamente dopo il sisma del 12 gennaio. Subito dopo essersi reso conto che il figlio Marco, anche lui in missione con l’Onu, s’era miracolosamente salvato. Tuttavia prima che telegiornali e radio mettessero la compagna Laura Orlandi in quello stato d’animo che non s’augura a nessuno. Per capirci, quel che un genitore prova sentendo squillare il telefono alle 5 di mattina. Ben sapendo che la figlia ventenne è uscita in macchina per raggiungere gli amici dopo cena. Roberto Dormino è così: affabile, riservato, premuroso. E attento a tutto ciò che lo circonda. Un uomo che non nasconde le lacrime e fa dell’amore per il prossimo il suo valore guida. L’eccellenza che lo contraddistingue. In una sola espressione, Roberto Dormino è una splendida persona. Con tutti, non solo con la sua famiglia. “Noi chiamiamo volto il modo in cui si presenta l'Altro. Questo modo non consiste nel mostrarsi come un insieme di qualità che formano un'immagine”. Il volto richiama infatti la “responsabilità” verso gli altri. A scriverlo fu il filosofo Levinas. A renderlo un dato di fatto, tra gli altri, anche Roberto Dormino. Sessantuno anni e diverse missioni di pace, quasi tutte con l’Onu. Molti anni passati in Congo. Quest’ ultimi trascorsi ad Haiti, dove “volti” sono migliaia. Uno su tutti. Quello di una bambina: Naika, 13 anni appena, che qualche mese prima del terremoto del 2010 è sbucata all’improvviso da una strada di Port au Prince sbattendo contro una macchina dell’Onu. Sul sedile del passeggero, Roberto Dormino che – contrariamente a tutte le istruzioni date – apre lo sportello dell’automobile, prende con se la bambina e la porta in Ospedale assicurandole tutte le cure del caso. Niente di grave, ma ad Haiti sono molti quelli che non possono permettersi soccorsi e medicinali. Roberto paga tutte le spese. Nel frattempo ha capito pure che Naika proviene dall’orfanotrofio “Bambin Gesù di Praga”. Comincia così il percorso che ha portato alla sua ricostruzione ex novo, così come al suo ampliamento. Una strada che, prima ancora della tragedia di gennaio che fortunatamente non farà vittime tra i bambini dell’orfanotrofio, ha visto più volte Roberto Dormino dare il proprio contributo per una vita migliore. Quella dell’Altro da noi.

Dan.Ca

"l'Opinione di Viterbo e Lazio Nord"

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 22 Novembre 2010 14:17 )  

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